Leggende Bufale e Leggende metropolitane

MENZOGNA 2006 (ovvero 20 anni dopo Chernobyl)

claudio cianciaHo avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere ed essere amico di Claudio CIANCIA, Esperto Qualificato II° n. 30, purtroppo scomparso da tempo.
Fisico e Artista.

Soleva dire di se di essere un Artista con l’hobby della Radioprotezione: ed era vero! Un eclettico artista, dalla pittura su tela, su polistirolo alle sculture in bronzo e alle incisioni su polistirolo e su rame…. E infine con le poesie e gli scritti.
Pochi di noi colleghi posseggono suoi quadri ed opere visive o letterarie: Claudio, conoscendo la mia passione per i libri, me ne ha donati alcuni ormai introvabili.
Era un grande e fantastico dissacratore al pari del compianto Prof. Sergio Terrani: chi ha conosciuto e frequentato entrambi può dire di aver sperimentato l’ironia e l’autoironia.
Claudio non mi ha insegnato la Radioprotezione ma mi ha accompagnato per mano a conoscere, a modo suo, questo mondo e, a modo suo, mi ha insegnato a pensare alla operatività prima che al comma del paragrafo dell’articolo della legge.
Ci siamo conosciuti più o meno durante l’epoca dell’incidente di Chernobyl: e anch’io come la maggior parte delle persone travolte dalle informazioni-disinformazioni dell’epoca (1986) cercavo di capire l’entità dell’evento.
Claudio scrisse per l’occasione questa “novella” che riporto integralmente: i nomi che leggerete sono un chiaro ed evidente richiamo ai politici del tempo (Degan, Zamberletti, Amendola …); Credo che la stessa novella sia stata fatta leggere a pochissime persone e distribuita ad ancor meno soggetti.

È un tributo all’amico, al collega, al Maestro di vita che accoglieva gli amici nel suo studio di Milano con un bicchiere di fresco vino bianco (uno dei primi ad avere il frigorifero in studio!); un tributo a chi dovrebbe essere ancora qua a dissacrare le “bestialità” che leggiamo quotidianamente sulle radiazioni ionizzanti.
Sicuramente lo avremmo annoverato nel nostro staff redazionale!

Ciao Claudio. GRAZIE!

p.s. Credo sia analogamente un grande gesto, per chi legge e ha conosciuto Claudio, lasciare un breve commento o saluto.

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Le pentole radioattive…

pentolaOgni volta che succede un evento e viene riportato e commentato dai mass-media, se lo si vuole rendere catastrofico e impressionante, è sufficiente  aggiungere alla notizia un aggettivo del tipo “radioattivo” e il successo è pressoché garantito.
La notizia però può anche andare oltre: è più facile incutere timore che tranquillizzare i consumatori.
Intimorire e minimizzare sono due facce opposte della stessa medaglia: quella dell’informazione; sarebbe più corretto non eccedere in un senso (intimorire) o nell’altro (minimizzare) e lasciare al lettore la coscienza e la curiosità di approfondimento per modellare una propria idea al riguardo.
È ancora abbastanza fresca la notizia (web e giornali) delle pentole radioattive al cobalto ritrovate in alcuni centri doganali italiani.

Potete leggere interamente gli articoli apparsi su “Il Mattino di Napoli”, “Avvenire”, “Il Giornale” e “Greenme”.

In questi articoli si parla di Cobalto-60 presente nelle pentole che se ingerito  è mortale, di interi carichi sfuggiti ai controlli oppure “casualmente“ reperiti in dogana.
Ma si accomunano anche le pentole radioattive alle bombe sporche, agli usi militari, agli usi “nucleari”, al traffico di sostanze radioattive, ai rifiuti medicali (tra i quali i “rifiuti radioattivi medicali, provenienti cioè da radiografie…” [sic!]).
Aiuto… i sillogismi la fanno da padroni: tra poco, anche i pazienti che fanno una radiografia, diventeranno radioattivi!!!
Ma sgombriamo subito il campo dalla affermazione di “casualità”: poiché le radiazioni ionizzanti non si vedono e non si sentono e non odorano, per rilevarle o si possiede una minima strumentazione oppure non si rilevano.  
Secondo appunto: dal 7 aprile 2010 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 23/2009 che ha esteso ai prodotti semilavorati metallici importati dai paesi extra UE l’obbligo di sorveglianza radiometrica; obbligo che in precedenza era previsto solo con riferimento ai “rottami” metallici (sia ferrosi che non ferrosi). Il controllo radiometrico, ha per fine la rilevazione di livelli anomali di radioattività o di eventuali sorgenti dismesse da determinati materiali.
Pertanto, se vengono trovati oggetti contaminati o sorgenti radioattive cosiddette “orfane” è perché sono stati propriamente cercati: nessuna casualità, nessuna serendipità.

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