No comment! No comment!

"Conto alla rovescia per la scelta dei depositi nucleari in Italia"

DepositoQuesto articolo è solo uno dei tanti titoli che potete reperire in rete e che riguarda la prossima realizzazione di un centro di stoccaggio di rifiuti radioattivi.

Si parla di circa 100 comuni individuati come possibili destinatari del centro ma l’elenco sarà reso pubblico solo ad Aprile 2015.

Aprile è domani.

Attendiamo la pubblicazione dell'elenco e le azioni informative che intende intraprendere il governo.

 

 

 

 

"La radioattività nel sottosuolo"

Corriere SalentinoIl titolo completo dell'articolo è "Radioattività nel sottosuolo: per la procura “allarme assolutamente ingiustificato”".

A mio avviso anche questo articolo giornalistico, riportando senza particolari commenti e quasi integralmente un comunicato della Procura della Repubblica di Lecce, merita di essere citato nella nostra rubrica "NO COMMENT".

Ma questa volta in positivo: ecco dove il link dove potete reperire l'articolo.

Sono pochissime le volte in cui una Autorità si "scomoda" per frenare gli inutili allarmismi, e lo fa utilizzando frasi importanti:

"i rilievi già eseguiti hanno consentito di accertare che il livello di radioattività è inferiore al limite di un microsievert/h che costituisce il livello minimo di pericolo per la salute”.

Il comunicato continua ricordando alla popolazione che sono già stati effettuati dei primi accertamenti che non hanno riscontrato alcuna presenza di radionuclidi gamma emettitori di origine artificiale, riconducibili a sorgenti radioattive utilizzate nell’industria o nel settore ospedaliero. Il che rende verosimile che il fenomeno sia naturale e derivi dalle caratteristiche intrinseche del territorio.

Un panorama di controllo territoriale mirato all’eliminazione di ogni possibile fonte inquinante ed al progressivo miglioramento delle condizioni ambientali.

Il che deve, conclude il comunicato, "costituire per i cittadini l’elemento di fiducia e di tranquillità piuttosto che fonte di allarmismo”.

Finalmente!!!

Un plauso al Procuratore Capo Cataldo Motta.

"Inquinamento: inserire i reati ambientali nel Codice Penale"

Reati ambientaliE' una proposta di legge avanzata da 25 associazioni: si vuole inserire il reato di disastro ambientale nel nostro sistema penale.

Tra i quattro delitti proposti, compare anche quello relativo al "Trasporto e abbandono di Materiale Radioattivo".

Trovate il testo compleato dell'articolo a questo link

Attualmente, già il solo reato relativo al "trasporto di Materiale Radioattivo" da parte di soggetto non autorizzato è punito con una pena particolamente pesante:

LEGGE 31 dicembre 1962, n. 1860 - Impiego pacifico dell'energia nucleare.

Art. 29.
...
Chiunque commerci o trasporti senza autorizzazione materie grezze, materie radiattive, materie fissili speciali e' punito con l'arresto da uno a due anni e con l'ammenda da lire 2 milioni a lire 10 milioni. Alle stesse pene soggiace l'acquirente.

La parte pecuniaria dovrà essere convertita in Euro e aumentata secondo le regole giuridiche applicabili, ma resta molto più interessante e inquietante la presenza della congiunzione "e", che comporta SEMPRE la pena detentiva, unita alla ammenda.

Anche l'ultima frase della "attuale" (vecchia di oltre 50 anni) legge in vigore dispone la pena pecuniaria E detentiva anche all'acquirente ossia a "colui che si procura beni o servizi a fronte di un pagamento".

Speriamo che la nuova proposta non riduca le pene attualmente in vigore.

"Le piastrelle radioattive"

PiastrelleAiuto!

L'articolo a cui ci riferiamo lo trovate a questo link.

E' vero che ci sono ancora piastrelle che presentano valori di radioattività dovuti ai nuclidi di Torio e Uranio contenuti nelle terre e in alcune vernici.

Assolutamente meno sostenibile la connessione tra le piastrelle radioattive e l'insorgere di leucemie soprattutto considerando la natura, l'eziogenesi e l'evolversi di queste gravi malattie.

Anche in questo articolo si è usato un facile sillogismo:

1) Le piastrelle emettono radiazioni;

2) l'esposizione a dosi acute di radiazioni  può favorire l'insorgere di tumori e leucemie;

3) quindi... Le piastrelle radioattive favoriscono l'insorgere di leucemie (il titolo dell'articolo)

 Ma quella che può essere considerato il vero, preoccupante e allarmante timore è riferito all'inquilino del piano sottostante al "...ex vigile del fuoco che ha dovuto ricoprire il pavimento con lastre di piombo spesse 1,5 millimetri...".

E un pensiero di solidarietà va anche alla consorte dell'ex vigile del fuoco che si trova ora con un pavimento leggermente demodè, difficile da pulire e da lucidare e soprattutto, meno salutare di prima.

Filosofia della Sezione "No Comment!"

In questa sezione sono riportati articoli e notizie reperiti su quotidiani o altri Siti Web, inerenti il mondo delle Radiazioni Ionizzanti e della Radioattività.

Questi articoli non sono il frutto del lavoro del Comitato di Redazione di www.Radioprotezione.org e spesso rappresentano delle opinioni o interpretazioni molto diverse e contrastanti con quelle che il nostro Sito di prefigge di divulgare.

Il mondo delle Radiazioni, della Radioattività e della Radioprotezione è molto complesso ed articolato, e richiede un approfondimento critico -e a volte specialistico!-, che non è immaginabile nei mass media.

Inoltre, la generale convinzione, diffusa nella popolazione, secondo cui laddove vi sono radiazioni c'è un terreno di verità taciute, di complotto, di strazianti malattie ed inaccettabili mutazioni genetiche, induce a credere che i rischi radiologici per l'ignara popolazione siano sempre e comunque ELEVATI, e non invece graduati e MISURABILI.

In questo senso, in un Paese che ha una profonda sfiducia verso i suoi rappresentanti politici, sociali, scientifici, ogni tentativo di spiegare e ponderare il rischio della radioattività appare sempre come un ennesimo tentativo di minimizzarne o nasconderne l'entità da parte di una lobby interessata.

Noi di www.Radioprotezione.org siamo convinti che una corretta informazione scientifica sulle radiazioni si faccia innanzitutto attraverso una comprensione, equilibrata e tecnicamente fondata, delle basi scientifiche della misura della radioattività, della stima della dose e della valutazione del rischio radiologico, non attraverso la spettacolarizzazione e la manipolazione dell'informazione.

La vera storia del sushi radioattivo di Fukushima

Potete leggere l’intero articolo cliccando qui:

 

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 La vera storia del sushi radioattivo di Fukushima - della Redazione - 27/01/2014

Sottotitolo: Ai soliti siti basta una mezza parola per lanciare l'allarme

Il problema del pesce reso radioattivo dalla perdita della centrale di Fukushima non ce lo abbiamo noi e ce lo hanno relativamente persino i giapponesi, eppure è uno dei pretesti più graditi per fare allarmismo.

LA FONTE QUASI INNOCENTE - L’articolo originale che sta eccitando i soliti siti tra il complottista e il ridicolo proviene da italian.ruvr.ru, condito con notizie di cronaca più o meno relativa all’argomento trattato.

TUTTO FA BUFALA - L’occasione la offre la notizia per la quale un Carassio nero di mare su 37 tra quelli analizzati ha registrato livelli record di contaminazione.

I 36 pesci restanti, pescati nel delta di un fiume ad appena 40 chilometri dalla centrale, in realtà non sono contaminati.

LE BALENE RADIOATTIVE - Le previsioni sono fosche: «Se si continua con questa logica, è possibile tracciare un quadro piuttosto triste delle conseguenze di Fukushima. Tra pochi anni, una significativa porzione diprodotti ittici in Giappone sarà contaminata da radiazioni. Nel pacifico nuoteranno balene radioattive, che sono in cima alla piramide alimentare marina. Nel prossimo decennio, dovremmo aspettarci un boom del tasso di tumori in Giappone.»

L’ALLARMISMO TIRA - In verità no, o almeno non per il consumo del pesce, e difficilmente si vedranno le balene radioattive, che non mangiano altri pesci e che quindi non sono in cima alla catena alimentare. Il rischio per la salute umana dovuto al consumo di pesce contaminato dal materiale radioattivo versato in mare durante l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima è stato quantificato negli Stati Uniti in due casi di tumore fatale su oltre dieci milioni di persone esposte. E lo stesso articolo specifica che «quel carassio infetto, di cui ha scritto “Asahi”, una volta sola lo si può anche mangiare, scherzano gli esperti. Per un uomo questo non è mortale. La cosa principale è non mangiare continuamente questi pesci.» Niente che scoraggi i soliti noti dal copincollare l’articolo, omettere la fonte e decorarlo con i soliti proclami che presentano ai seguaci la notizia come se si trattasse di un allarme censurato da chissà chi e non di una banalità.

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Blitz dei carabinieri nei panifici - verifiche anche su tracce di radioattività

Potete leggere l'intero articolo cliccando qui

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I carabinieri della compagnia Vomero, con i colleghi del Nas, hanno ispezionato un panificio di via Guantai a Orsolone, dove è stata riscontrata la mancanza dell'attestato di formazione professionale e carenze igienico sanitarie, con conseguente chiusura amministrativa del laboratorio di produzione.

Durante il blitz sono stati prelevati campioni di farina, e contestate sanzioni amministrative a sei titolari per oltre sedicimila euro.

Sono state rilevate carenze igieniche, con i bagni usati come deposito per i materiali per la panificazione, e prelevati anche campioni di farine per verificare la presenza di ceneri, umidità ed eventuale tracce di radioattività durante i controlli eseguiti oggi nei panifici dai carabinieri di Napoli.

Al blitz hanno preso parte anche i militari del Nas: contestate a sei titolari violazioni amministrative per oltre 16 mila euro.

Non è chiaro e non è stato scritto nell'articolo, il motivo per cui si cercavano tracce di radioattività.

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Aperta la strada per Fukushima, risultati eccezionali. L’apparecchio può abbattere di 7.500 volte le percentuali di cesio nell’acqua

Potete leggere l’intero articolo di Enrico Fovanna (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) cliccando qui.

 

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Aperta la strada per Fukushima, risultati eccezionali. L’apparecchio può abbattere di 7.500 volte le percentuali di cesio nell’acqua

la notizia è del 31 ottobre 2013

Passa da Pavia, presidio chiave per le tecnologie nucleari, la strada che potrà portare l’Italia alla centrale atomica di Fukushima. E’ qui infatti che al Lena (Laboratorio Energia Nucleare Applicata) è stata testata in gran segreto Wow, l’invenzione di un ingegnere padovano, i cui risultati sono stati definiti senza precedenti.

Alle facoltà di fisica e chimica dell’Università, infatti, dove dal 1965 è in funzione Triga, un piccolo reattore nucleare di ricerca gestito dal Lena, Dopo tre prove ripetute a distanza di pochi mesi, gli esperti hanno ottenuto acqua decontaminata da una soluzione fortemente radioattiva contenente radiocesio, lo stesso radionuclide di Fukushima. L’ultimo esperimento il cui esito è stato certificato il 15 ottobre 2013, è durato quaranta giorni di fila ha raggiunto una conclusione incredibile, determinando una riduzione di 7.500 volte della concentrazione di Cesio radioattivo nell’acqua. Di qui, tutta una serie di scenari che possono portare questa tecnologia ad affrontare i guai della centrale giapponese.

Oggi a Fukushima vengono depurati 25 mila metri cubi d’acqua al mese e la radioattività viene confinata in 5 mila metri cubi di fanghi e rifiuti. Con Wow, dalla stessa quantità si otterrebbero solo 5 metri cubi di residui, senza produrre fanghi o rifiuti aggiuntivi. Una conclusione che ha già allertato non solo gli scienziati, ma anche il mondo dell’impresa e degli operatori specializzati, che ha fiutato enormi business potenziali.

La storia comincia un paio d’anni fa, quasi per caso, quando Adriano Marin, studioso veneto cinquantenne, nel garage di casa costruisce con altre persone e con una spesa ridicola il prototipo di un potabilizzatore portatile, con l’obiettivo di salvare dalla siccità alcuni villaggi africani. Ma presto le prime prove dimostrano che lo strumento è in grado di separare le molecole d’acqua da qualunque altro elemento. Fanghi, metalli, inquinanti di ogni natura, fino agli atomi radioattivi.

Piccolo come una lavatrice, l’apparecchio consente - attraverso un mero ma misterioso processo fisico - di depurare l’acqua radioattiva, senza utilizzare alcun filtro o sostanze chimiche. Una procedura termodinamica legata all’evaporazione, coperta da brevetto industriale mondiale.

Il primo a essere incredulo è lo stesso inventore, che però sottopone Wow a delle prove servendosi prima dei laboratori Arpav di Padova, poi del Cnr. Dopo i risultati formidabili, l’approdo è al Lena di Pavia, dove Wow viene volutamente testato su acque molto simili a quelle utilizzate per il raffreddamento dei reattori incidentati di Fukushima: il risultato conferma la riduzione di 7.500 volte della presenza di Cesio.

Il fattore di riduzione del volume, però, per una ragione molto tecnica, non è esattamente uguale al fattore di decontaminazione. Nella pratica, da 5.000 metri cubi di acqua radioattiva se ne ottengono 4.999 di acqua pulita. Un livello di abbattimento centinaia di volte superiore a quello di qualunque metodo oggi disponibile.

GLI SVILUPPI della tecnologia sembrano illimitati, estensibili come sono alla desalinizzazione, alla pulizia delle acque di sentina, alla lavorazione dei metalli pesanti all’abbattimento dei fumi tossici vaporizzati (come nel caso dell’Ilva di Taranto), al trattamento di percolati di siti oggetto di bonifica e recupero ambientale. Chiunque produce rifiuti liquidi, insomma, è un potenziale fruitore dell’invenzione.
Tanto è vero che attorno all’ingegner Marin è nata una start up di dodici azionisti, che hanno creduto nel progetto quando ancora non c’erano certezze, condividendo con l’inventore, prima che le possibilità di guadagno, sogni e speranze che questa scoperta può rappresentare per il nostro Paese e per l’ambiente. La sfida è mantenere il brevetto in Italia e lanciarlo su larga scala nel mondo.

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OSTERIA NUOVA, CESANO: ALLA CASACCIA RIFIUTI RADIOATTIVI VICINO ALLE ABITAZIONI

 

clicca qui per leggere l’intero articolo di Cinzia Marchegiani

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Il centro Nucleco della Casaccia è sotto tiro: il “Comitato Fuori dalle Scorie Radioattive dal XV Municipio”, nella notte del 27 gennaio ha affisso manifesti per denunciare e rinfrescare la memoria alla cittadinanza che proprio che all’interno del centro ricerche Enea-Casaccia esiste il deposito di scorie radioattive della Nucleco, società che è controllata dal 40% da Enea e dal 60% dalla Sogin (società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani, nonché della loro messa in sicurezza).

Chiedono la chiusura del sito di stoccaggio delle scorie radioattive nonché la partecipazione della cittadinanza. In quel sito, ci sono ben cinque depositi che ospitano 7.0000 metri cubi di rifiuti in 2500 fusti prodotti negli anni 90, come afferma ad un’intervista pubblicata da Il quotidiano nel Lazio, il portavoce del Comitato Fuori le scorie dal XV Municipio, Stefano Pescarioli.

La preoccupazione dei cittadini sembra ora amplificarsi vista che la Determinazione R.U. della Provincia di Roma del 14.01.2013 prevede la futura costruzione di un altro sito per il trattamento e stoccaggio della radioattività all’interno dello stesso sito Enea-Casaccia.
In realtà, questo è ancor più motivato, dalle notizie che riportava un’inchiesta di Androkons, dove le loro telecamere erano arrivate a pochi metri dai depositi, semplicemente facendo pochi passi a piedi dalla strada che costeggia il centro, e senza incontrare nessuna segnaletica di divieto.

Un impianto con sito di stoccaggio delle scorie radioattive, dove lo stesso Direttore del Sismi Nicolò Pollari nell’audizione alla camera del 26 giugno 2003 nella Commissione Cicli dei Rifiuti dove aveva spiegato essere possibili bersagli di atti terroristici, a due passi dal centro abitato, viene autorizzato ad implementare un alto impianto di stoccaggio di rifiuti radioattivi, invece di essere spostato in un posto più idoneo.

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