RPO: le ultime notizie

Le nuove sanzioni sul traffico di materiale radioattivo

Queste idi di marzo ci hanno portato le novità legislative che l’attuale governo ha proposto:

Dal disastro ambientale al traffico radioattivo: iI nuovi reati a tutela dell'ambiente: La Camera aggiorna il Codice penale introducendo i delitti contro l'ambiente.
Il disegno di legge è stato approvato ieri (4/3/2015 ndr) e passa ora all'esame del Senato.

  • TRAFFICO RADIOATTIVO: il delitto di traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro; aggravanti per le ipotesi di compromissione o deterioramento dell’ambiente e se ne deriva un pericolo per la vita o l’incolumità delle persone.
  • IMPEDIMENTO CONTROLLO: il delitto di impedimento del controllo (chi impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza sul lavoro) viene punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Il testo deve ancora essere approvato dai rami del parlamento ma ha già suscitato nascoste reazioni e commenti.
E mi riferisco in particolare al nostro ambiente dei “radioattivi” (o Esperti Qualificati di Radioprotezione) .
C’è chi ha detto “bene, ci voleva! Così nessuno inquinerà più…”; chi invece più maligno pensa che i veri malfattori la faranno comunque franca e chi invece più moderatamente riflette sulle necessità e gli sviluppi.

Già… le necessità…: ci voleva questa nuova rivoluzione penale? Ne sentivamo il bisogno?
Sono state scaricate abusivamente così tante materie radioattive da avere urgenza di emanare una più severa regolamentazione punitiva?

In verità, dalla nave Karen B (1992) alla terra dei fuochi del 2014 in poi, confessioni di vari figuri e loro rivelazioni di rifiuti radioattivi smaltiti  e sotterrati ne sono state fatte allo sfinimento della credibilità, ma sempre, rigorosamente senza alcun riscontro o addirittura con evidenti smentite.
Lo sappiamo molto bene che se i media vogliono attirare l’attenzione devono solo citare gli OGM: “organismi giornalisticamente modificati” (prendo in prestito la definizione coniata da Dario Bressanini sul suo libro “Pane e bugie).
E tra questi OGM c’è anche la radioattività: basta citarla a torto o ragione e il gioco è fatto.
Noi, che siamo “radioattivi” per professione (e qualcuno per vocazione e passione) sappiamo bene che sotterrare sorgenti radioattive non è cosa così facile così come non è facile occultarla o, come recita questa nuova proposta di modifica al codice penale, impedirne od ostacolarne il controllo.

Ostacolarne il controllo????
Ma, non vero che chi vende Materiale Radioattivo deve essere autorizzato da quattro Ministeri e deve annotare ogni movimento commerciale effettuato a qualsiasi titolo su un registro vidimato dalla Camera di Commercio e deve poi  affidare il trasporto del Materiale Radioattivo venduto ad un Vettore Autorizzato (ossia in possesso di una autorizzazione rilasciata di concerto da 5 Ministeri) e che, quest’ultimo deve comunicare ogni tre mesi ad un Istituto ministeriale (ISPRA) il riepilogo dei trasporti effettuati indicando da chi e da dove ha preso la merce e quando e a chi l’ha recapitata e il ricevente deve essere in possesso di un “nulla osta” rilasciato di concerto da 5 diversi enti (che non sono quelli di prima) oppure comunicare con un mese di anticipo ad altri 4 enti la sua intenzione ad utilizzare quel Materiale Radioattivo e deve, infine, avvisare con un mese di anticipo l’intenzione di cessare la detenzione e l’utilizzo di ciò che ha acquistato???
E non è altrettanto vero che se il Materiale Radioattivo viene scambiato tra persone che appartengono a stati membri della Comunità Europea occorre prima far vidimare un modulo (conosciuto come modulo Euratom 1493 pdf-icon) e la spedizione può avvenire solo se lo speditore ha ricevuto in anticipo il modulo timbrato dall'Autorità di Controllo del Paese ricevente???

Allora ci penso e ritengo che sono troppe le persone e gli enti coinvolti e troppi i documenti che vengono scambiati tra pubblico e privato perché si possa agire indisturbati nell’ombra: nel “nucleare”, l’ombra è quasi inesistente.
Se invece si vuole agire nella penombra  allora tutti gli attori devono essere d’accordo a non far trapelare nulla: chi vende, chi trasporta e chi riceve.
E questa è una associazione. A delinquere.
Ed è giusto che venga perseguita e condannata ad una esemplare pena.

Qualcuno, non addentro come noi “radioattivi” potrebbe pensare che un acquisto effettuato su internet, magari all’estero, possa eludere molti dei controlli che sto citando; dovrebbe provarci: è davvero impossibile.
Sicuramente si riesce a comprare qualche monile con tracce di Uranio o Torio ma per entrare in possesso di simili oggetti è sufficiente andare su un adatto sito geologico o più semplicemente in una antica abitazione siciliana del 1900 per poter ancora reperire artistiche mattonelle di creta che presentano (comunque ridotta) attività.
Ma questa, sappiamo tutti che non è la radioattività che crea preoccupazione: questa è la quotidianità e sappiamo anche che di mattonelle non si muore e non ne deriva un pericolo per la vita o l’incolumità delle persone.

Ma allora di quale “abbandono” parlano i legislatori quando si riferiscono agli inasprimenti di pena così consistenti?
Non credo certo alle sorgenti radioattive di medicina nucleare: già in altre occasioni ho detto che i decadimenti sono così veloci che non consentono certo indagini da “cold case” (negli anni ’90 un giornalaio scriveva di una discarica abusiva ritrovata in Puglia e per arricchire il concetto di pericolo indicava la presenza di fusti sotterrati in anni precedenti e contenenti radioattività proveniente da ospedali; ma il giorno seguente al sopralluogo dei Carabinieri, la radioattività non c’era più: e io scrissi su una rivista di settore che, o la radioattività non c’era mai stata oppure che c’era un decadimento così veloce che non aveva corrispondenze scientifiche con il periodo di supposto abbandono e che comunque bastava aspettare un paio di giorni per non avere più nulla di radioattivo. Insomma, la solita bufala).

Ancor meno si può pensare all’abbandono scriteriato delle sorgenti fissili (avete fatto caso che i “giornalai”, quando si trovano a parlare di rifiuti radioattivi o di ritrovamenti similari, dicono sempre che provengono dalle dismissioni delle centrali nucleari?): il sistema di controllo della contabilità nucleare di queste materie  è monitorato dall’Euratom e dalla IAEA e quando si parla  di “contabilità nucleare” i riferimenti ponderali si esprimono in grammi e quelli numerici vanno alla quarta cifra decimale.
Cerchiamo quindi di dare una dimensione  al fenomeno degli smaltimenti abusivi e fate subito una prova: digitate su un motore di ricerca le parole “smaltimento rifiuti radioattivi”.
Tra le prime immagini compare una infinita fila di fusti da 200 litri e tutti con il simbolo della radioattività (e io ricordo che solo la banda Bassotti nascondeva i dollari rubati a Paperone in sacchi che riportavano il simbolo del dollaro!)...

Noi sappiamo bene e abbiamo ben chiaro che non si tratta di migliaia o di centinaia o di decine di fusti di queste dimensioni: è impossibile sfuggire interamente ai controlli amministrativi.
Basta un rapido controllo  tra chi vende, chi trasporta e chi riceve  per trovare eventuali buchi ed omissioni.
Basterebbe che gli enti coinvolti si coordinassero tra loro per garantire un efficace controllo.
La reale dimensione può essere invece di una singola  sorgente, grande come un pila al litio, spesso molto vecchia  tanto da non essere stata ricompresa dai controlli precedenti agli anni '60.
In questi casi, trovare un colpevole è davvero cosa ardua.

Per di più, la proposta di modifica al codice penale cita le sorgenti ad alta radioattività.
Forse si vorranno riferire alle HASS (High Activity Sealed Sources) elencate nel Decreto Legislativo 52 del 2007 (si veda il testo in pdf-icone gli allegati in pdf-icon).
Ma anche in questo caso però le penalità non presenti nel Codice Penale, sono già presenti e tuttora in vigore nelle specifiche leggi che regolamentano le materie.

Ad esempio, trasportare o commercializzare senza autorizzazione prevede arresto e ammenda (la congiunzione “e” è ciò che spaventa).
Forse, in tempo di crisi, la sanzione fino a 50.000 € può essere un ulteriore deterrente per non compiere violazioni alle leggi.

Ma…. è un mio parere, oltre alle pene (senza quelle, i principi di Cesare Beccaria sarebbero vani) occorrerebbe intensificare, contestualizzare e mirare i controlli  soprattutto, avvalorando le indicazioni delle modifiche proposte, allorquando la salute e la sicurezza della popolazione e dei lavoratori è messa a serio rischio.

Gli incidenti radiologici sono cosa seria e per capirne l’entità è sufficiente leggerli nel sito istituzionale della IAEA; gli incidenti così come gli smaltimenti abusivi devono essere evitati attraverso controlli, calcoli, sinergie professionali, ecc. e principalmente con l’ausilio di professionisti presenti nel pubblico e nel privato.
Invece spesso ci ritroviamo col leggere di immani indagini per NORM (sorgenti naturali) ritrovati o con ingenti forze umane impiegate per un cartone vuoto abbandonato che però portava il simbolo della radioattività (Toscana 2/2014).

Speriamo che oltre ad ampliare il Codice Penale i legislatori spieghino anche cosa si intende per traffico di Materiale ad alta Radioattività e per abbandono e cos’è il deterioramento dell’ambiente e quando ne deriva un “pericolo per la vita o l’incolumità delle persone.”

Concludendo, chiedo a tutti un consiglio: mia nonna vuole cambiare le vecchissime mattonelle del 1910 della sua splendida casa a Ragusa: per smaltire queste mattonelle posso farle portare in discarica o devo chiedere l’intervento della IAEA?

Non vorrei perdere di vista il vero senso della sicurezza e della salute a discapito di grandi titoli sui giornali che di vero hanno ben poco!

Speriamo bene…