RPO: le ultime notizie

Cinque anni dall'incidente di Fukushima

NYTIMESSono passati gia' cinque anni dall'incidente di Fukushima.

L'altro giorno, per alcuni minuti la popolazione giapponese si e' fermata e ha rivissuto il dramma dello tsunami e del terremoto, di grado 9, che hanno sconvolto la vita di milioni di persone. 20.000 fra morti e dispersi, una tragedia nazionale. E tutta la nazione si e' stretta ancora attorno alle famiglie di coloro che hanno un parente o un amico morto l'11 Marzo 2011 da ricordare.

Il Giappone, da cinque anni, e' sulla bocca di tutti noi -e sulle pagine di tutti i giornali- soprattutto per l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima.

Nell'immaginario popolare, l'incidente ha assunto proporzioni apocalittiche e molti credono che migliaia saranno i morti o gli ammalati di tumore a causa delle radiazioni. Tantissimi confondono la presenza misurabile di radioattivita' con i rischi macroscopici delle alte dosi, con la stessa leggerezza con la quale tutti siamo portati a sottovalutare i rischi dei prodotti chimici poiche' non sono facilmente rivelabili e misurabili come invece sono le radiazioni.

E ogni tanto, a noi Radioprotezionisti, tocca spiegare ai nostri amici o parenti increduli che l'incidente di Fukushima NON ha generato migliaia di morti, che NON ci saranno milioni di tumori per la radioattivita' rilasciata, che NON si vedranno, neanche in questo caso, effetti genetici sulle progenie future.

Increduli, gli amici e i parenti scuotono la testa e si ostinano a non crederci, e a noi tocca tirare in ballo l'Agenzia Atomica di Vienna, o l'Organizzazione Mondiale della Sanita', o altre agenzie da loro meno conosciute e pertanto ancora meno credibili. Ma non c'e' verso di convincerli, i nostri amici e parenti sono convinti che noi non stiamo raccontando tutta la verita', che e' un complotto ben concertato dalle lobby nucleari, e che alla fine la verita' verra' fuori, ma allora sara' troppo tardi.

Nel frattempo, le persone ritornano, piano piano, nelle loro case, in Giappone, poiche' parte delle decontaminazioni hanno avuto conclusione e successo. Non tutti i villaggi sono abitabili di nuovo ([3]), ma molti lo stanno, piano piano, diventando. Si veda la revisione dei numeri, fatta dal New York Times in questo articolo [2]: la breve lista di numeri e' molto istruttiva. No, non e' tutto finito, anzi, si sono evidenziate difficolta' tecniche e sociali che, all'inizio, non si prevedevano. La gestione dell'acqua di falda e il conseguente enorme progetto del congelamento e' solo uno dei tanti aspetti. Le quantita' di suolo decontaminato, un numero enorme di "big bag" di gestione difficile. E un numero impressionante di contenitori colmi di acqua contenente radioattivita'. E poi il recupero e la messa in sicurezza del combustibile fuso, che pone rilevanti problemi tecnici, incluse le recenti difficolta' di accesso all'edificio reattore con i robot. Insomma, la "chiusura" dell'incidente e' ancora da venire.

La Comunita' internazionale di Radioprotezione si interroga sulle basi teoriche del sistema di Radioprotezione stesso, con i suoi limiti e le sue difficolta' di comunicazione e di applicazione. Se un solo effetto positivo si volesse trovare nell'insieme degli eventi, questo potrebbe certamente essere la spinta fortissima a cui, nel mondo dei Radioprotezionisti, si e' assistito negli ultimi anni. La discussione del Sistema di Radioprotezione, peraltro azione innescata dalla stessa ICRP, ha generato alcuni sviluppi interessanti, le cui ricadute si vedranno nelle prossime Raccomandazioni, fra alcuni (ma non tantissimi) anni. Si vedano quanti articoli sono dedicati a questi argomenti nei congressi e convegni che hanno relazione con la Radioprotezione e l'industria nucleare.

Certo, ritornando al Giappone, maggiore trasparenza sarebbe stata necessaria ed utile a tutti. TEPCO e il Governo di allora non hanno certamente fatto del loro meglio nella gestione dell'emergenza, soprattutto sotto l'aspetto della trasparenza e dell'onesta' nella comunicazione pubblica. 

Nel resto del mondo, la richiesta degli "stress test" e le "lezioni apprese da Fukushima" hanno contribuito a scuotere un settore che e' gia' pesantemente sotto pressione per i costi della sicurezza e delle ridondanze. In alcuni casi, alcune centrali sono state chiuse. La Germania, con una scelta controversa, ha deciso di abbandonare l'energia nucleare, e di sovvenzionare entusiasticamente le cosiddette "energie alternative" per favorirne la penetrazione elettrica nel mercato nazionale. E poi, e poi, e poi.... Ci sono anche diversi esempi di Paesi che, consapevoli dell'importanza della continuita' e nell'affidabilita' dell'approvvigionamento energetico, non hanno arrestato i propri programmi di sviluppo: si veda in [7] la lista delle 60 centrali nucleari in costruzione nel mondo. 

Ci piace ricordare, in questo anniversario, almeno un evento importante che e' avvenuto negli ultimi mesi: la pubblicazione, da parte della IAEA, del Rapporto sull'incidente di Fukushima TR IAEA([1], http://www-pub.iaea.org/books/IAEABooks/10962/The-Fukushima-Daiichi-Accident), che e' fisicamente composto da un Documento del Direttore Generale della IAEA, piu' cinque volumi tecnici, piu' una serie di allegati tecnici per ciascuno dei volumi.

Si tratta di uno sforzo editoriale enorme, frutto del lavoro di 180 Esperti di 42 Paesi Membri dell'Agenzia. Ci sono anche due Esperti Italiani, di Enel e di Sogin.

Tanti altri documenti sono stati editi in questi anni, e la pubblicazione di questo lavoro forma ormai una fotografia accuratissima degli eventi e delle relative conseguenze.

In questo anno 2016 ricorrono due anniversari funesti: i cinque anni dall'incidente di Fukushima e i 30 anni dall'incidente di Chernobyl. I due maggiori incidenti dell'industria elettronucleare, con origine assai diversa, e conseguenze di gran lunga differenti. Per l'Italia, entrambi gli incidenti sono anche collegati a due referendum abrogativi che hanno -per effetto di una efficace propaganda populistica e all'italica disinformazione- impedito il progresso dell'energia nucleare nel nostro Paese.

Purtroppo, i mezzi di comunicazione hanno la facile tendenza ad accostare i due incidenti e confondere le rispettive conseguenze. A volte la cattiva informazione si spinge sino ad associare le vittime dello tsunami all'impatto sanitario dell'incidente! 

Si veda, ad esempio, il brutto articolo apparso sul Corriere ([4], http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/03/09/fukushima-disastro-che-ha-contaminato-l-anima-giappone-43d96148-e611-11e5-91a4-48cd9cc4cb64.shtml), in cui addirittura, in una improbabile classifica giornalistica dei "piu' gravi incidenti nucleari di sempre", Fukushima surclasserebbe di gran lunga Chernobyl, ma senza indicare sotto quale aspetto.

Forse farebbe piu' notizia dichiarare: "nessun morto per l'incidente di Fukushima, ne' oggi ne' mai", ma questo messaggio, formalmente corretto (e confermabile in futuro), a molti suona irritante e lobbistico.

Un po' come sarebbe stato dire, dopo le bombe del 1945, che non si sarebbe trasmessa alcuna mutazione genetica alle generazioni successive.

Messaggio irritante e lobbistico, ma fortunatamente vero ([5], [6]).  

 

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1. http://www-pub.iaea.org/books/IAEABooks/10962/The-Fukushima-Daiichi-Accident

2. http://www.nytimes.com/aponline/2016/03/09/world/asia/ap-as-japan-fukushima-by-the-numbers.html

3. http://www.nytimes.com/reuters/2016/03/03/world/asia/03reuters-japan-disaster-return-feature.html

4. http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/03/09/fukushima-disastro-che-ha-contaminato-l-anima-giappone-43d96148-e611-11e5-91a4-48cd9cc4cb64.shtml

5. http://k1project.org/explore-health/hiroshima-and-nagasaki-the-long-term-health-effects

6. http://www.rerf.jp/radefx/genetics_e/FOCSreportE.pdf

7. http://www.world-nuclear.org/information-library/current-and-future-generation/plans-for-new-reactors-worldwide.aspx