RPO: le ultime notizie

Allarme nel Sito Nucleare di Sellafield

Diversi giornali hanno riportato la notizia che il Sito Nucleare di Sellafield è stato chiuso a tutto il personale, ieri 31 Gennaio 2014, salvo che per lo staff strettamente necessario per indagare le ragione di un anomalo valore di radioattività registrato dal sistema di monitoraggio alla recinzione del Sito. Sino a questo momento (01/02/14, ore 12.00), né il Sito della IAEA né quello della Commissione Europea riportano alcuna informazione a riguardo.

SellafieldLungi dal voler commentare i fatti, che non sono ancora ben noti e chiariti (e secondo i quali parrebbe che l'allarme sia scattato a seguito di una lettura anomala di radon), è interessante notare come, anche in questa circostanza, i mezzi di informazione hanno scatenato una grande polemica, reverberata dai social network senza prestare la dovuta attenzione alla misurabilità della radioattività e del rischio delle radiazioni, ma lasciando invece briglia sciolta all'emotività e alla soggettività.

Trovate qui l'articolo del Corriere della Sera (interessante la lettura dei commenti dei Lettori!).

Trovate qui il breve articolo de La Repubblica (che indica la chiusura di "parte" di una "centrale nucleare" (quale?)).

Trovate qui l'articolo del The Guardian (diversi commenti dei Lettori) e quello del New York Times.

Il Sito Nucleare di Sellafield, oggi sede anche degli impianti di riprocessamento inglesi (a cui viene avviato parte del combustibile riprocessato in Europa, e quello italiano!), ha ospitato anche due reattori "storici".

Nel Sito fu costruito, nei primi anni '50, il reattore di Windscale, un impianto finalizzato alla produzione di plutonio militare, un reattore ad uranio metallico moderato a grafite e raffreddato ad aria. Un concetto che, con le debite evoluzioni necessarie, fu successivamente impiegato nell'intero parco dei reattori britannici gas-grafite. Il reattore 1 di Windscale fu chiuso nel 1957, a seguito di un incendio disastroso che consumò parte del nocciolo stesso, rilasciando quantitativi importanti di radioattività in ambiente. Dagli anni '90 il reattore è in corso di disattivazione.

Una curiosità: l'incendio al reattore fu causato dall'Effetto Wigner, un fenomeno sino ad allora sconosciuto, che spiega la progressiva conservazione di energia potenziale all'interno del reticolo cristallino della grafite, causata dallo spostamento degli atomi dalle posizioni originarie nel reticolo, a seguito degli urti generati dai neutroni; il calore può essere poi rilasciato all'improvviso, provocando un aumento improvviso della temperatura della grafite (che brucia a poche centinaia di gradi).

Nel Sito di Sellafield è anche presente il reattore di Calder Hall, il primo reattore che fu collegato alla rete elettrica per la produzione di elettricità, il giorno 27 Agosto 1956: si trattava di quattro reattori Magnox, ad doppio uso civile-militare (produzione di plutonio militare).

Inoltre, nel Sito di Sellafield sono stati costruiti, ed operati negli anni: il prototipo Windscale Advanced Gas Cooled Reactor (WAGR), la centrale per il riprocessamento del combutibile Magnox (con il sistema purex), la centrale per il riprocessamento del combustibile ad ossidi (THORP), la stazione per l'evaporazione e lo stoccaggio dei liquidi ad alta attività (HALES), la centrale di vetrificazione (WVP), l'impianto MOX (SMP), la centrale per la rimozione degli attinidi (EARP), e diversi depositi ad interim per i rifiuti radioattivi di differenti caratteristiche e natura.

Sellafield è un sito di tali dimensioni da richiedere un sistema di monitoraggio della radioattività fuori dal comune. Negli anni, purtroppo, diversi incidenti, alcuni con rilasci accidentali e contaminazioni ambientali, si sono verificati a Sellafield, ed il Sito si è imposto all'attenzione dell'opinione pubblica, dei residenti, dei prospicienti "vicini" Irlandesi ed addirittura Norvegesi.
Alcune pratiche di ricerca assai diffuse ai tempi della Guerra Fredda (che oggi sarebbero eticamente non più accettabili!), si sono qui protratte per anni, con successive e conseguenti polemiche, critiche e indagini di grande diffusione mediatica.

Non stupirebbe, quindi, vista l'attenzione particolare di mass media ed opinione pubblica, se alla fine si accertasse che l'"allarme radioattività" dei giorni scorsi sia stato trattato con la massima sollecitudine ed attenzione da parte dei responsabili del Sito, anche prima delle dovute verifiche sull'effettiva condizione di pericolo radiologico per il personale e l'ambiente.