Dual use: il "duplice utilizzo"

Si è soliti attribuire ai tragici fatti statunitensi dell’11 settembre tutte le novità legislative legate alla sicurezza che hanno coinvolto la nostra quotidianità: non sono sempre “novità” ma semplicemente richiami precedenti che i media hanno riportato alla ribalta. 

Sono spesso regolamenti internazionali che per ovvi motivi di sicurezza vogliono coinvolgere molti Stati ma che vengono alla nostra conoscenza allorquando “limitano” la nostra libertà di movimento: ne sia un esempio l’impossibilità di portare a bordo di un aeromobile, come bagaglio a mano, confezioni di liquidi oltre i limiti ammessi oppure oggetti che potrebbero essere usati come armi di offesa: un "duplice uso" o più comunemente “DUAL USE”.

Ma “dual use” non è un termine nuovo o coniato in funzione dell’11 settembre, avendo origini ben più datate: questo termine si riferisce principalmente alla proliferazione delle armi nucleari e alle tecnologie che possono essere impiegate sia per scopi pacifici che militari.

TrigaReactorCoreLa legge italiana promulgata n. 1860 del 1962 ne riporta un titolo eloquente: “Impiego pacifico dell’energia nucleare” (e questa è già una implicita ammissione di possibile "duplice utilizzo").

Negli anni precedenti al 1960 -meglio conosciuti come gli anni della “guerra fredda”-, le superpotenze mondiali dell’epoca avevano speso miliardi di dollari per la supremazia spaziale che culminò con lo sbarco del primo uomo sulla luna (1969). Ma la sviluppata conoscenza della tecnologia missilistica utilizzata per la conquista dello spazio servì anche per applicarla ai missili intercontinentali equipaggiati di testate atomiche.

Le Nazioni Unite (ONU), nate immediatamente dopo le prime esplosioni atomiche (ottobre 1945), diedero vita nel luglio 1957 alla IAEA o Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, con lo scopo di impedire l’utilizzo dell’energia atomica per scopi militari a favore di un utilizzo pacifico: per questo impegno perseguito e spesso raggiunto, la IAEA nel 2005 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace.

Tra i compiti istituzionali della IAEA c’è anche quello di monitorare il rispetto del “Trattato di Non Proliferazione Nucleare” nei 189 (ad oggi) paesi firmatari dello stesso trattato attraverso l’utilizzo dei beni e delle tecnologie "dual use".

Recentemente, Iran e Corea del Nord (che non fanno parte dell’elenco dei paesi firmatari) hanno manifestato l’intenzione di costruire dei reattori nucleari per scopi pacifici (produzione di energia elettrica) ma lo stesso Materiale Radioattivo utilizzato per il funzionamento del reattore, con diverso grado di arricchimento può essere impiegato per la produzione di armi nucleari; lo stesso reattore può generare prodotti di attivazione (isotopi del plutonio) che possono anch’essi essere usati nelle armi nucleari.

Il regime della politica commerciale esistente nell’unione Europea è lo stesso per tutti i paesi aderenti e a ogni Stato è demandato il riconoscimento di una propria Autorità nazionale deputata al controllo della movimentazione dei beni "dual use", per evitare che imprese e Stato non siano a conoscenza della identità dell’utilizzatore finale o dell’impiego che si vuole o può fare dello stesso bene.

Il primo Regolamento comunitario (CE n. 1334/2000) che ha istituito un iniziale regime di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso è stato recepito in Italia con il Decreto Legislativo n. 96 del 9 aprile 2003 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2003 n. 102).

Quest’ultimo disposto legislativo contiene la lista ufficiale dei beni la cui esportazione è sottoposta ad autorizzazione: l’elenco dei beni citati è consultabile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.sviluppoeconomico.gov.it) .

L’elenco non si limita al solo Materiale Radioattivo fissile ma contiene una lista di prodotti finiti, semilavorati, componenti, macchinari inclusi i software, e tutte quelle tecnologie e servizi che possono essere impiegate sia in ambito civile che bellico.

Nel caso del Materiale Radioattivo fissile, i radionuclidi soggetti alla regolamentazione “dual use” sono chiaramente gli isotopi dell’Uranio e del Plutonio e sono meglio definiti ed identificati nella “Categoria 0 - Materiali nucleari, impianti ed apparecchiature” del regolamento CE/428/2009.

Il sistema sanzionatorio introdotto dalla normativa italiana vigente riguarda:

  1. -          operazioni di esportazione di beni a duplice uso senza la prescritta autorizzazione o con autorizzazione ottenuta fornendo dichiarazioni o documentazione false;
  2. -          operazioni di esportazione di beni a duplice uso in difformità dagli obblighi prescritti dalle autorizzazioni; in entrambi i casi citati, la sentenza di condanna prevede la confisca dei beni oggetto delle operazioni;
  3. -          omissione di fornitura di informazioni alle Autorità competenti;
  4. -          omissioni di indicazioni sui documenti e registri commerciali o mancata conservazione dei documenti relativi alla esportazioni;
  5. -          il caso di diretta o indiretta assistenza di tipo militare soprattutto nei Paesi soggetti ad embargo;
  6. -          anche la trasmissione elettronica (mail, ecc.) di progetti, design, formule e sviluppo di tecnologie riferibili allo sviluppo, produzione o utilizzazione dei beni dual use;

e prevede la reclusione da due a sei anni e/o la multa da 25.000 a 250.000 euro.

Quindi, prima di procedere alla conclusione dei contratti di vendita nei confronti dei clienti esteri, è importante che le Aziende (tra queste sono altresì comprese gli Enti e le Istituzioni pubbliche) avviino una attenta analisi per verificare se i beni che si intendono esportare sono riconosciuti come beni dual use.

Il processo autorizzativo previsto dalla normativa può richiedere alcuni mesi per la sua soluzione e non sempre può avere un esito felice e favorevole al richiedente.

L’allegato I del Decreto Legislativo 96/2003 riporta le categorie di beni duali sottoposti ad autorizzazione preventiva:

  • Categoria 0 = Materiali nucleari, impianti ed apparecchiature
  • Categoria 1 = Materiali speciali e relative apparecchiature
  • Categoria 2 = Trattamento e lavorazione dei materiali
  • Categoria 3 = Materiali elettronici
  • Categoria 4 = Calcolatori
  • Categoria 5 = Telecomunicazioni e Sicurezza dell’informazione
  • Categoria 6 = Sensori e laser
  • Categoria 7 = Materiale avionico e di navigazione
  • Categoria 8 = Materiale navale
  • Categoria 9 = Materiale aerospaziale e propulsione

Trasporto Uranio ItaliaL’Allegato II dello stesso Decreto Legislativo riporta le eccezioni individuate rispetto all’Allegato I allorché i beni dual use sono destinati verso alcuni Paesi (elenco oggetto di costante rivalutazione e aggiornamento).

L’Allegato IV riporta delle esenzioni specifiche per scambi intracomunitari di beni dual use.

Le autorizzazioni si dividono in:

-          Autorizzazioni Specifiche Individuali (o ASI) usufruibili per uno specifico ordine o contratto e che vengono emesse dietro singola richiesta e per operazioni che non possono fruire di procedure agevolate. L’autorizzazione è rilasciata dietro espresso parere del Comitato Consultivo di cui all’art.11 del Decreto Legislativo 96/2003 (composto da un direttore generale del Ministero degli affari esteri, da un direttore generale del Ministero delle attività produttive, da due rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, dei quali uno dell'Agenzia delle dogane, e da un rappresentante ciascuno dei Ministeri degli affari esteri, delle attività produttive).

-          Autorizzazioni Generali Nazionali (o AGN) riguardano i beni dual use che devono essere spediti in determinati paesi esteri e in tutti gli Stati Membri della Unione Europea. Non sarà possibile richiedere o usufruire dell’AGN nel caso in cui l’Autorità o l’esportatore siano a conoscenza del fatto che il bene è destinato agli utilizzi indicati nell’elenco della norma citata. Nel momento in cui viene rilasciata l’autorizzazione alla esportazione, il richiedente viene iscritto d’ufficio in uno specifico registro previsto dall’art. 6, par. 3, del Decreto Legislativo 96/2003. Semestralmente il soggetto iscritto nel registro deve inviare un report – anche se negativo ossia in assenza di esportazioni - riepilogativo delle operazioni effettuate.

-          Autorizzazioni Generali dell’ Unione Europea (o AGEU) valide in tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, verso determinati paesi di destinazione riportati nell’allegato 1 della legge in questione e alle condizioni e requisiti d’uso riportati in uno specifico elenco. Per usufruire di questa autorizzazione è necessario inviare notifica alle Autorità competenti con 30 giorni di anticipo rispetto alla prima esportazione da porre in essere: la Autorità competente deve rilasciare lettera di ricezione. Le autorizzazioni possono essere negate, annullate, revocate o sospese. Quelle che in precedenza (pre-regolamento UE 1232/11) erano conosciute come Autorizzazioni Generali Comunitarie sono automaticamente annullate dalle AGEU.

-          Autorizzazioni Globali Individuali (o AGI) che vengonorilasciate ad un singolo esportatore, e si riferiscono a tutti i tipi o categorie di beni dual use e per la spedizione in uno o più paesi che abbiano aderito ai Regimi internazionali; le autorizzazioni vengono rilasciate dietro espresso parere favorevole del Comitato Consultivo, possono avere una validità massima non superiore a tre anni ed è possibile chiedere una proroga della Autorizzazione AGI.

Esistono anche casi in cui un bene di libera circolazione possa essere “intercettato” dalla procedura definita “catch all” (catturare tutto) che può riguardare indistintamente beni compresi o meno nella lista dei beni duali e quindi, per volontà dell’Autorità o perché direttamente segnalato dall’esportatore, prevedere una autorizzazione preventiva.

L’uscita dell’Italia dalla produzione elettro-nucleare non pregiudica la possibilità di ricerca e di scambio o vendita o cessione di prodotti che potrebbero essere utilizzati anche per scopi non civili; è pertanto importante che i soggetti interessati si informino preliminarmente sugli obblighi a cui sono assoggettati prima di avviare qualsiasi transazione commerciale che coinvolge i beni riconosciuti come "dual use".