Interconfronto radon in campo, nella Grotta di Marie CURIE a LURISIA

01 - Anfora termeNel corso del 2014, fra poche settimane, avrà luogo il "primo interconfronto italiano per misure passive di radon in aria, in campo, presso la Grotta di Mme CURIE delle Terme di Lurisia' (http://www.airp-asso.it/airpnews/382-lurisia2014.html).

Vediamo di capire un po' di più di che cosa si tratta, analizzando i diversi termini che definiscono l'interconfronto (da qui in avanti, IC).


IL PRIMO INTERCONFRONTO ITALIANO
Diversi interconfronti sono stati realizzati in Italia, per le misure di radon, ma il presente è il primo che non ha luogo nell'ambiente controllato e "perfetto" di una "camera radon", ma in una grotta.

La "camera radon" è un dispositivo (una scatola, un bidone, una glove box, una intera stanza!) in cui è possibile mantenere a livelli costanti e controllati la concentrazione di radon in aria ed alcune variabili importanti per l'esecuzione della misura del radon (umidità dell'aria, temperatura, rateo dei ricambi, granulometria del particolato in aria, etc.).
Negli Stati Uniti, il National Radon Safety Board (NRSB) ha una pagina web dedicata [2] a coloro che intendono fare domanda per accreditare una propria camera radon come standard secondario, che riporta anche una interessante descrizione dei requisiti che essa deve soddisfare.
A questo indirizzo, invece, si possono trovare maggiori dettagli sulla camera radon del Politecnico di Milano.

Nel caso dell'IC, l'esposizione dei dispositivi di misura non avverrà all'interno di una "comoda ed accogliente" camera radon, bensì nell'ambiente "naturale" e incontrollabile di una grotta, in cui vi sono rilevanti concentrazioni di radon.


L'INTERCONFRONTO
Già, ma cos'è esattamente un interconfronto (IC)? beh, a voler banalizzare, un IC è un giochino, in cui alcune Organizzazioni prestano la propria esperienza per eseguire l'esposizione di rivelatori forniti dai Partecipanti al gioco a livelli di esposizione omogenei, ma a loro non noti.

I rivelatori, dopo l'esposizione, vengono poi riconsegnati ai Partecipanti, i quali devono elaborare i dati e cercare di azzeccare meglio possibile i valori di concentrazione di radon a cui i rivelatori sono stati esposti.

E chi vince? ufficialmente nessuno, perché i risultati sono consegnati anonimamente, accompagnati da un codice (e solo il singolo Partecipante sa qual è il suo codice di riferimento): così facendo nessuno è scontento e nessuno si sente da meno degli altri Partecipanti.
Successivamente, i risultati complessivi ed anonimi vengono discussi insieme e si tirano le somme del lavoro, cercando di capire se e perché i risultati sono soddisfacenti, oppure se ci sono delle considerazioni importanti da fare sulle metodologie di misura.

03 - Ingresso grottaGli enti che organizzano questo IC, e che garantiscono quindi sulla serietà dell'esposizione, della determinazione della "concentrazione di riferimento" e sul trattamento statistico dei dati ottenuti, sono l'Associazione Italiana di Radioprotezione (AIRP), il Politecnico di Milano, l'ARPA Piemonte, l'INAIL, e l'Istituto Nazionale Metrologico Primario per le radiazioni ionizzanti (INMRI).

Una funzione importante che devono svolgere gli Organizzatori è quindi la definizione del "valore vero" della concentrazione, anzi, con la precisione propria dei metrologi, del "valore di riferimento", a cui si dovranno poi confrontare tutti gli esiti di misura elaborati dai Partecipanti.


E' una misura non banale, come si può immaginare, ed è realizzata con l'ausilio di quattro monitori attivi, funzionanti con tecniche e princìpi diversi, che sono in corso di intercalibrazione all'INMRI; e un numero elevato di dispositivi passivi.


LE MISURE PASSIVE
L'IC è organizzato solo su "misure passive", ovvero la misura deve essere realizzata tramite dispositivi che non necessitano di alimentazione elettrica per funzionare.


E' ovviamente possibile, nella realtà operativa, eseguire una misura utilizzando un rivelatore attivo, che dà un'indicazione immediata della concentrazione di radon in aria. Questi dispositivi però sono esclusi dall'IC, anche perché la normativa italiana richiede, per i luoghi di lavoro, l'obbligo di esecuzione di misure di "lungo periodo".

 

IL RADON IN ARIA

E' possibile misurare la concentrazione di radon nell'aria, nell'acqua, nel terreno. Questo interconfronto si incentra sulla sola misura del radon in aria, per la quale esistono protocolli ed esperienza di misura internazionali, e verso la quale si indirizza l'interesse principale dei Radioprotezionisti.

Assai differenti possono essere le tecniche per la misura in acqua o nel terreno, e si potrebbe ipotizzare un successivo IC su queste metodiche.


LE MISURE IN CAMPO
02 - TunnelCome già introdotto, la misura in campo è assai diversa dalla misura in camera radon.

Anzitutto, le concentrazioni di radon non sono costanti, ma posso variare nel tempo, in funzione di diversi parametri: la pressione di falda, le precipitazioni piovose, lo scioglimento delle nevi, l'evaporazione, la variazione di umidità, etc. Tutte queste variabili inducono una certa complessità già nella determinazione del valore di riferimento, il "valore convenzionalmente vero", e non ci si può affidare ad una singola misura, magari realizzata precedentemente al periodo dell'IC. Come già accennato, anche nel corso dell'esposizione dei dispositivi durante l'IC, diversi strumenti di misura -attivi e passivi- saranno disposti in prossimità dei dosimetri dell'IC, al fine di monitorare l'evoluzione della concentrazione di radon in aria.

Altre variabilità riguardano i parametri ambientali di temperatura, umidità dell'aria nella grotta, che possono, oltre che influenzare la concentrazione del radon nell'aria, a loro volta influenzare la risposta dei dispositivi di misura.

Questa dipendenza è assai più marcata con i rivelatori attivi, alcuni dei quali funzionano sul principio della camera a ionizzazione, e la cui risposta potrebbe quindi dipendere fortemente dall'umidità e dalla temperatura dell'aria aspirata.

Minore, ma da valutare, è l'impatto sui rivelatori passivi, alcuni dei quali, però, presentano un effetto di fading che dipende fortemente dall'umidità (come i rivelatori ad elettrete, ad esempio). 

Il fading è il fenomeno per cui l'informazione depositata nel dispositivo di misura va, nel tempo, in parte, a degradarsi o a perdersi. Il fenomeno è ben noto nel campo della dosimetria fotografica: l'immagine latente creata dalle tracce sui granelli di AgBr si va sbiadendo, se non  fissata con il processo dello "sviluppo". Analogamente, anche la traccia nel dispositivo a polimero potrebbe "richiudersi", o la carica elettrica residua sull'elettrometro potrebbe "diminuire", con il tempo. Il fading è un fenomeno che è stato studiato in Italia con grande attenzione, da diversi esperti nazionali, e sono stati anche proposti dei metodi per la limitazione dei suoi effetti (per completezza, si veda il riferimento [6],  pdf-icon). 


LA GROTTA DI LURISIA
L'IC avrà luogo all'interno della grotta delle Terme di Lurisia, nota anche come la "Grotta di Marie Curie", un suggestivo luogo da cui si estraevano le "lose", cioè una tipologia di pietre ampiamente utilizzate nell'edilizia locale nell'Ottocento e agli inizi del Novecento, e da cui prende il nome proprio "Lurisia".

05 - AutuniteLa leggenda racconta che "all’inizio del 1900, uno dei minatori addetti all’estrazione delle “lose” (...) mentre si trovava nella grotta del Nuvolari, dove attualmente sono situate le Terme, accidentalmente colpì una vena sorgiva provocando l’allagamento di gran parte del cunicolo. Nei giorni successivi, l’acqua venne fatta defluire all’esterno creando un piccolo laghetto dove, ben presto, i minatori presero l’abitudine di lavare le grosse piaghe e le ferite che si procuravano durante il lavoro. Fu così che si accorsero che queste si rimarginavano e guarivano con molta facilità e nel giro di pochissimo tempo. La notizia si diffuse in tutte le valli circostanti e moltissimi furono coloro che cominciarono a recarsi alla grotta del Nuvolari per provare l’efficacia dell’acqua “miracolosa”. Negli anni successivi, la crescente fama di questa sorgente richiamò medici e studiosi delle più prestigiose università che ne studiarono le caratteristiche e ne avvalorarono le qualità medicamentose e benefiche" [5].

Fu nel 1913 che il Prof. LINCIO, famoso studioso di mineralogia, "scoprì l’esistenza di estesi giacimenti di un particolare minerale radioattivo, l’autunite, nelle cave di pietra della valle": questo minerale è ovviamente ancora presente tutt'oggi nella grotta, particolamente visibile e brillante (di un bel colore verde!) se illuminato con una lampada a raggi ultravioletti. Ne abbiamo provato a fotografare una vena (la foto non è un granché, è vero, ma è piuttosto evocativa!).

04 - Visita M. CURIENel 1918 la stessa Marie Curie, invitata dal Ministero italiano che intravvedeva potenziali utilizzi della miniera di uranio, visitò la cava di Lurisia, nel corso di un periodo di permanenza e visita scientifica in Italia. 

Di Marie Sklodowska Curie [7], personaggio mitico e straordinario della storia della radioattività, non si parla mai abbastanza: è lei, donna che ricevette due premi nobel, che scoprì ed isolò il radio dalla pechblenda; è lei che scoprì anche il polonio (dal nome della sua terra natìa: Marie era polacca); è lei che si inventò le petites curies, le unità mobili di radiografia, spedite al fronte a supporto dei soldati feriti nel corso della prima guerra mondiale; e tante, tante altre cose.  

Dell'atmosfera che tutt'ora si respira a Lurisia parliamo in un successivo articolo, a cui vi rimandiamo.

 

LE TERME
Le terme di Lurisia, ben note per le diverse terapie termali ivi disponibili [4], si sono rese ancora più famose negli ultimi anni grazie alla produzione e commercializzazione di acqua minerale (ottenuta da una miscelazione di acqua della fonte S. Barbara e della fonte Garbarino), disponibile nel mondo intero; e di una serie di bevande, ispirate alla tradizione delle bevande italiane (gassosa, chinotto, aranciata) e più recentemente, di birre ottenute grazie alla collaborazione con il famoso (e assai vicino geograficamente) mastro birraio BALADIN.


LA VISITA
Nell'articolo [non ancora disponibile] vi raccontiamo più in dettaglio delle visite effettuate presso la Grotta di Mme CURIE per la definizione del protocollo per l'IC.

 

INFORMAZIONI PRATICHE INTERCONFRONTO
Potete trovare maggior informazioni sull'IC di Lurisia presso il Sito internet dell'AIRP [1].

Le iscrizioni vanno effettuate dalla pagina web del Sito stesso.

Per vostra comodità, anche qui sul nostro Sito trovate il volantino dell'iniziativa, in italiano pdf-icon e in inglese pdf-icon, e il modulo di iscrizione, in italiano pdf-icon e in inglese pdf-icon.

 

 

RIFERIMENTI:

1. http://www.airp-asso.it/airpnews/382-lurisia2014.html

2. http://www.nrsb.org/chambers.asp

3. http://www.radioprotezione.polimi.it/SR_CameraRadon.html

4. http://www.termedilurisia.it/DEPLIANT_ISTITUZIONALE_2013.pdf pdf-icon

5. http://www.lurisia.it/?p=516

6http://www-pub.iaea.org/MTCD/Publications/PDF/IAEA-AQ-33_web.pdf pdf-icon

http://en.wikipedia.org/wiki/Marie_Curie